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L’ipnosi regressiva

L’ipnosi ha sempre incuriosito molto, cinema e letteratura hanno costruito un’immagine magica, che nella realtà non ha alcuna corrispondenza.
E’ una pratica terapeutica accettata dal mondo accademico, che conobbe grande fortuna soprattutto agli inizi del secolo scorso, fu infatti utilizzata anche da Freud e collaboratori, prima della formulazione del nuovo concetto terapeutico di colloquio analitico.

Poi fu però abbandonata dagli psicanalisti e per un lungo periodo  quasi dimenticata dal mondo medico.  La scuola psicologica congnitivista-comportamentista le ha dato nuovo spazio e dignità terapeutica, utilizzandola con successo nella desensibilizzazione delle fobie, ansia e degli attacchi di panico.

Funziona assai bene però anche per  recuperare contenuti rimossi dell’inconscio, soprattutto i traumi infantili, o qualsiasi altro dolore dell’anima che sia stato nascosto sotto il livello della coscienza.  In pratica è un valido ausilio diagnostico per il terapeuta.  E per mezzo della suggestione dà sollievo momentaneo  anche in patologie fisiche,  senza ovviamente  risolverne la causa.

Il fascino di questo semplice stato di sonno naturale è l’accesso alla dimensioneprofonda della mente, all’inconscio.  Ciò può facilitare l’emersione di figure archetipali, come in una fase di meditazione guidata, simile a quella della Psicosintesi di Assagioli.

Quindi dischiude effettivamente la porta dell’inconscio, ma non è per tutti , soprattutto  il terzo stadio, quello più profondo.  In oltre a differenza del Training Autogeno Superiore abbisogna sempre di un operatore esterno.

La curiosità più grande del pubblico è sull’ ipnosi regressiva prenatale, quella che dovrebbe rimandare alle cosidette vite precedenti. La letteratura a riguardo è ormai imponente, solo lo psichiatra americano Weiss, ha scritto sul tema diversi libri, sostenendo che il rivivere la morte delle vite  precedenti risolve il disturbo pscichico nell’esistenza attuale.

Il risultato, ovvero il ritrovato equilibrio psichico del paziente, è la cosa più importante, ma la scienza moderna empirica, vuole sempre prove provate. Che in questo caso non sembrano esserci. In uno studio inglese di alcuni anni fà, l’esistenza delle vite passate ricordate non fu documentata dalle ricerche nei registri delle anagrafici e parrocchiali.

Il numero dei casi indagati era piccolo  e forse non è corretto cercare verifiche con metodi che non sono compatibili con dimensioni altre. Quelle vite precedenti ricordate nello stato ipnotico, potrebbero essere situate in altri piani della manifestazione fisica. La relatività eisteniana, la fisica quantistica di Max Plank, le antiche dottrine sapienziali possono dare spiegazioni che vanno oltre la logica scientifica tradizionale.

 Ciò che non si spiega non è detto che non sia vero, quello che oggi non è  comprovabile con le metodiche attuali, domani probabilmente si svelerà.  E’ nostro dovere cercare, le risposte non si faranno attendere.

 

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