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Articoli marcati con tag ‘paura’

Le maschere della Paura

L’emozione scatenante

Ansia, attacchi di panico, sindromi ansiosodepressive: sofferenza e disagio interiore. Sono i molteplici aspetti della paura.  Questa reazione primaria, nata per permettere la sopravvivenza nell’ambiente, quando sopraffà la persona diventa paralizzante. Oggi si vive nella paura, anche se i tempi della sopravvivenza fisica nella foresta sono lontani.  Non si temono più le tigri dai denti  a sciabola, ma la solitudine, la miseria, la follia.

Sopravvivere al timore

Si può vincere l’ansia da prestazione, prima di un esame, di una gara, gli attacchi di panico quando si  è tristi o soli?  Si può lavorare con successo su se stessi, scendendo nella dimensione profonda, nell’inconscio. Ipnosi, autoipnosi, training autogeno, meditazione e altre forme terapeutiche sono efficaci. Il lavoro più rapido ed efficace è però affrontare la paura. Destrutturarla scoprendo la causa profonda e sconfiggerla “prendendola a piccole dosi”  . Questo è il metodo più veloce e  diretto. 

La psicologia dell’aggressività come terapia della paura

Battere ansia, panico, umore cupo, paura si può.  I corsi di Psicologia dell’Aggressività e di Autodifesa Psicofisica sono la risposta diretta ai segnali dell’inconscio. Il panico denuncia un trauma antico, un vuoto nel profondo, un blocco non ancora sciolto.  Il primo atto di coraggio è la volontà di scendere in campo contro la paura.  Vivere come schiavi toglie il piacere di essere,  solo liberi dalla paura si è veramente se stessi.

 

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Paura da Crisi

Quando la Crisi scatena il panico

In questo periodo di crisi economica globale, che in realtà non è solo economica, ma strutturale,  fine di un mondo basato sulla produzione ed il consumo compulsivo,  cresce il senso di angoscia  che colpisce  persone solitamente equilibrate.  Notammo l’esplosione di sintomi simili nei giorni dell’attacco alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001.  I primi segni della paura di massa.

I cambiamenti spaventano

La sensazione di pericolo imminente incombe su molti cittadini, il timore di perdere le certezze, di trovarsi in una nuova reltà , diversa e  sconosciuta, destabilizza, preoccupa e sfocia nel panico.
L’asse dello stress si attiva, gli ormoni della paura entrano in circolo, il sistema nervoso simpatico è pronto come se si attendesse un attacco da un momento all’altro: la Paura.

Paura di vivere, paura di morire

Il Disturbo da attacco di panico, esplosione energetica incontrollata, è terrorifico, blocca il normale scorrere dell’esistenza, abbassa sensibilmente la qualità di vita. Pur non essendo pericoloso per la salute fisica,  rende difficile vivere, stare soli,  affrontare i compiti quotidiani. Sta diventando un disturbo di massa? I media diffondono le notizie in tempo reale, tutti sono raggiunti, nessuno può ignorare. La paura di vivere è in realtà senso di morte.

 Vincere la paura si può!

La motivazione effettiva degli attacchi di panico è da ricercarsi nelle dinamiche dell’inconscio, traumi infantili, deprivazioni affettive, dolore non elaborato ed alte cause. La predisposizione all’ansia può avere una componente ereditaria,  ma è vivere nel momento presente, qui ed ora, che sconfigge la paura.  La crisi colpisce tutto il mondo occidentale, costruito su demoniache illusioni, ma taluni sono immuni dall’angoscia, altri sempre di più, soccombono al terrore.  Gli psicofarmaci sono i medicinali più venduti.

Aprire la botola dell’Ombra

Conoscere la propria paura, identificarne le cause, farla salire al livello della coscienza e accettare le motivazioni profonde, significa integrare l’archetipo della Paura.  La Storia è sempre stata caratterizzata da periodi bui, guerre e carestie, ma non si hanno notizie di sindromi ansiose di massa. Questo è il segno del disagio di un mondo lontano dall’uomo.  Per non soccombere alla paura la conoscenza. Meditazione, tecniche di rilassamento profondo, ipnosi e autoipnosi,  difesa psicofisica.  Le Vie per la libertà.

 

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Una tristezza paralizzante

Nel periodo di crisi

Una giovane signora trentacinquenne è stata licenziata dal posto di lavoro, con il pretesto di una ristrutturazione aziendale.  Giovanna ha sempre svolto con impegno e dedizione il suo compito di impiegata, anche se dopo avere frequentato l’Istituto d’Arte, avrebbe voluto per sè un altra occupazione.
Ma ha un bimbo piccolo ed il suo stipendio è essenziale per il bilancio familiare.

Sentirsi inutili, sentirsi vuoti

I primi giorni da disoccupata, sono spensierati. Finalmente ha tempo per la sua casa, per i suoi cari e per se stessa. Ma finite le grandi pulizie, quando il marito è al lavoro ed il bimbo all’asilo, Giovanna sperimenta per la prima volta un senso immenso di vuoto. Si sente inutile, un ferro vecchio buttato via. L’intestino si lamenta con la diarrea, ha paura della povertà, l’ansia l’assale. Si comincia a trascurare fisicamente e perde il gusto di vivere.

La paura di essere fallita

Giovanna sta male, vaga per la casa come un fantasma, non ha stimoli. Quindi non cerca nemmeno un nuovo lavoro, passa ore a piangere e i pensieri ossessivi la tormentano. Si vede in miseria, lasciata dal marito, strappata al suo bimbo. Sola.  E’ solo tristezza e disperazione, ma il marito, un uomo sensibile e attento, teme possa sfociare nella depressione.
La situazione oggettiva non è tremenda, ma è la lettura della realtà data da Giovanna, tramite le sue emozioni che la fa sembrare disperata.

Entrare in se stessi per ritrovare le motivazioni

Il marito di Giovanna la convince a recarsi al colloquio terapeutico. Durante il quale emergono i sintomi di una depressione reattiva allo stato iniziale.  Il suo male è nell’immagine che ha di sè, che genera sfiducia e paura.
Non si sente all’altezza dei suoi compiti, si sente in colpa inconsciamente per avere perso il lavoro.  Le sue credenze limitanti vengono smontate e si ristruttura la visione della situazione. Le vengono insegnate le tecniche di rilassamento profondo del training autogeno e i principi d
ell’autosuggestione positiva.

La forza per ricominciare

In dieci sedute, Giovanna ha una nuova percezione di se stessa, sa come superare la paura e nutrirsi di pensieri positivi. Ritrova la volontà di battersi e comincia a cercare un nuovo lavoro. I ritmi del sonno si sono normalizzati, i sintomi ansiosi sotto controllo, il tono dell’umore migliorato sensibilmente.  Può tornare a vivere senza paura. Il suo stato d’animo paralizzante l’avrebbe condannata alla malattia, all’infelicità e alla disoccupazione.  La forza ritrovata l’ha liberata. 

 

 

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Psicologia dell’Aggressività

Stare bene con se stessi

L’aggressività è un archetipo del profondo, un’energia indispensabile alla sopravvivenza,  ne buona ne cattiva, solamente naturale. Gli eccessi dell’aggressività, sono estremamente dannosi, se rivolti verso l’interno o proiettati sugli altri.  Generano violenza, verbale e fisica, contro il prossimo e scatenano infiammazioni e patologia autoimmune, se scaricate su se stessi.

Canalizzare l’aggressività 

L’aggressività abnorme altrui viene vissuta come attacco alla persona, abbassa la percezione della propria immagine, fà sentire deboli, indifesi, in balia dell’altrui potere. La propria genera malattia e sensi di colpa, quando si scarica in sè o contro i bersagli più vicini, le persone con le quali si condivide l’esistenza.   Entrambe vanno riportate alla normalità, accettate e reindirizzate verso bersagli leciti ed accettati moralmente. 

Conoscere i meccanismi di difesa

Riconoscere i segnali di un’aggressione imminente, annullare gli effetti dell’aggressività altrui, sapere gestire la propria. La fisiologia e la psicologia dell’aggressore e dell’aggredito. Le tecniche mentali di difesa, la giusta strategia caso per caso: abusi, stalking, calunnia, persecuzioni psicologiche.
La vera difesa personale è quella psicologica.

 

Corso di Psicologia dell’Aggresività

Domenica 23 ottobre, ore 10-18, Eufiwa, via Giovanni  da Procida 35/A  Milano

 

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