Insonnia
Notti senza riposo
Dopo un incidente stradale Giovanna non riusciva più a dormire una notte intera. I sensi di colpa per aver causato involontariamente il ferimento del suo compagno la tormentavano. Pensieri ossessivi la perseguitavano da quando si coricava a quando si doveva alzare più stanca della sera. Il suo sonno profondo e ristoratore, poi è divenuto leggerissimo e popolato da incubi.
Il sonno regno dell’inconscio
Lasciare la vita diurna, la luce, le relazioni, per immergersi nel regno delle tenebre ha sempre spaventato gli esseri umani. La notte, il buio rappresentano il regno dell’inconscio. La parte femminile, oscura, lunare di ogni essere. Che quando si è in pace con se stessi viene vissuta con naturalezza, ma se è tormentata da emozioni dolorose diviene un inferno. I mostri dell’anima prendono vita di notte.
Entrare nel regno dell’Ombra
Quando si avvicinava la sera e scendevano le tenebre per Giovanna iniziavano ore di paura. L’idea di ritrovarsi da sola nel suo letto le provocava ansia e attacchi di panico. Respirava male, con affanno, sudava copiosamente, non riusciva più a stare senza compagnia. Anche quando risusciva ad addormentarsi grazie ad un sedativo, nel cuore della notte si risvegliava preda dell’ansia.
Il tunnel buio
Non riposare, non recuperare, non risucire più a rilassarsi ha determinato un grave scadimento della qualità della vita di Giovanna. E’ divenuta irritabile, con scarsa capacità di concentrazione, con sbalzi del tono dell’umore, con una fame compulsiva che l’ ha fatta aumentare di peso corporeo. L’inizio della china che porta alla depressione. Disperata ci ha trovati cercando in internet.
Uscire dal buio dell’anima
Dopo un breve ciclo di sedute di ipnosi, Giovanna è stata addestrata a rilassarsi col Training Autogeno. La discesa nell’ inconscio le permette di tranquillizzare la sua parte più delicata e spaventata. Le formule autogene di induzione al sonno, con le visualizzazioni terapeutiche di scene tranquille e naturali le permettono dopo un solo mese di pratica di guadagnare le prime ore di sonno dopo mesi di angoscia. Amarsi e curarsi sono il primo passo verso la liberazione dalla sofferenza interiore.
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Ansia, la causa nel trauma infantile
Un avvocato stressato
Questa è la storia di un uomo di successo, Andrea, un giovane avvocato, ambizioso e determinato. Bravo studente, ottimo professionista. Un’esistenza tranquilla, scandita da traguardi sempre raggiunti. Ma qualcosa rovina ad Andrea il piacere di vivere: l’ansia. Le sue giornate, i suoi impegni, anche il tempo libero sono pervasi da un vago senso di pericolo incombente, un disagio sottile che lo accompagna sempre e ovunque.
Paura senza motivo
Giornate intense e fruttuose rovinate da un senso di paura costante ed immotivato. Andrea inizia una lunga serie di tentativi terapeutici, ma senza alcun successo. Gli psicofarmaci lo sedano e spengono la sua vitalità. Meno lucido, spesso sonnolento. Decide di curare l’ansia alla radice, di capire la causa e risolvere definitivamente il suo problema. Una collega in tribunale gli consiglia il rilassamento profondo del Training Autogeno, che le ha dato buoni risultati.
Non stress, ma solo paura
Andrea come sua abitudine apprende velocemente il facile sistema di rilassamento e si accorge che quando il suo corpo è sprofondato nel relax totale, l’ansia scompare miracolosamente. Inizialmente, da ciò che riferisce, viene diagnosticata ansia da prestazione, la spiacevole sensazione di correre sempre per paura di non stare nei tempi. Ma in realtà l’ansia di Andrea lo perseguita anche in vacanza, nei momenti più tranquilli della sua vita. Non è lo stress quotidiano, ma una paura antica che viene dal profondo dell’anima.
La paura di restare da solo
Nonostante Andrea si senta decisamente meglio vuole andare all’origine del suo disagìo. Viene addestrato allo stato autoipnotico con le tecniche superiori del training autogeno. Impara quindi ad immergersi nel suo inconscio, dal quale emerge inaspettatamente il ricordo di un amatissimo nonno perso durante l’infanzia. Il nonno di Andrea si occupava di lui sostituendo i genitori, il legame tra loro era fortissimo. Alla sua morte Andrea subice un grave trauma affettivo e registra nell’anima il terrore di essere abbandonato. L’ansia è l’effetto fisico della sua paura.
Dalla paura alla libertà
L’ansia ha sempre precise cause profonde. Nasce da traumi dell’affettività, il cui ricordo rimosso, per la sua dolorosità, viene nascosto nell’inconscio, dove continua a bruciare come una vecchia ferita infetta. Scoperta la causa, Andrea è tornato libero alla sua vita, si è liberato da un fantasma. Oggi non ha più paura di essere abbandonato, ha capito che l’amore per se stesso l’ha salvato.
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Attacchi di Panico
La Paura che paralizza
Abbiamo già parlato più volte del DAP, disturbo da attacco di panico, disagio estramamente diffuso, ed in crescita esponenziale. Inizialmente colpiva eminentemente donne giovani e molto impegnate sul fronte dell’esistenza. Mamme lavoratrici, manager in carriera, donne che reprimono le pulsioni inconsce per mille doveri. Poi il disturbo cominciò a colpire anche i maschi, persone che soffocano l’Anima, la parte inconscia femminile. Anche tra loro uomini giovani ed impegnati oltre le loro forze.
L’epidemia si diffonde
Oggi a pochi anni di distanza da quei primi casi, possiamo esporre qualche dato clinico rilevante. Qualcosa di nuovo è emerso, che chiarifica il significato di queste esplosioni incontrollate di energia.
Inizialmente vedemmo il DAP come un picco d’ansia, l’apertura esplosiva dell’Ombra, in persone che trattengono e controllano tutto. Personalità maniacali, quindi iperenergiche, talvolta convulse. Oggi possiamo affermare che anche soggetti depressi, quindi con livello energetico scarso soffrono di attacchi di panico.
Il terrore che cura
Il DAP colpisce quindi indifferentemente chi esplode di energia repressa, e chi la poca energia rimanente la canalizza nella paura panica. Ma è sempre la valvola di sfogo, di una situazione distruttiva, la via di fuga da una vita ormai insopportabile. Il panico funziona come “vantaggio secondario”, permette la sopravvivenza, costringe a fermarsi, riappropriarsi di spazi e tempi personali. Chi ne soffre si sottopone a mille accertamenti clinici, e si fa visitare da cardiologi e neurologi, sperando di scoprire una causa organica. Fino a ad arrivare in ultimo allo specialista dell’Ombra.
L’analisi dell’ Ombra
Il panico è una risposta al disagio profondo, quest’ultimo il fuoco che brucia. E’ nascosto nella parte oscura dell’inconscio, in quella zona dell’anima dove scaraventiamo con disgusto ciò che fa ribrezzo e paura.
Incredibilmente quei momenti terrorifici e paralizzanti, espongono al contatto con l’archetipo della morte, Thanathos, sono prove generali della morte stessa. E con questa lentamente e dolorosamente possono riconciliare. Non vanno soffocati coi farmaci, perchè segnali preziosi. Nel loro ascolto, nel messaggio pauroso, la chiave della liberazione.
Un segno dal Profondo
L’attacco di panico, la cui causa scatenante è spesso traumatica: lutto, incidente, abuso, dipendenza da sostanze tossiche o alcol, in realtà è l’effetto ultimo. E’l'urlo dell’inconscio, prigioniero della paura e del dolore. Là nel regno oscuro dell’Ombra, che va spalancato, si trova la spiegazione finale. Il rifiuto di sè, i sensi di colpa, la rabbia, ciò che proiettiamo sugli altri. Non curando il sintomo, ma ascoltando la voce dell’Anima, ci si libera dalla morsa di Pan, il dio del terrore, ma anche della natura libera e selvaggia.
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Un tic nervoso si scioglie nel sonno ipnotico
Il viso che si contrae e blocca la vita
Il viso di Andrea, un quarantenne che lavora nell’ambito dello spettacolo, si contrae in un smorfia involontaria continuamente. Questo movimento improvviso lo perseguita da quando era bambino. E’ stato curato con psicofarmaci a più riprese, ma il disturbo non è mai scomparso. Anzi nei momenti di stress aumenta generando disagio e vergogna. Dopo molti anni Andrea si era rassegnato ad avere il volto sfigurato dal tic nervoso.
La paura di un bambino
Consigliato da un amico che ha risolto un noiso acufene con l’ipnosi, Andrea inizia la sua discesa nella dimensione profonda con il sonno indotto. Durante il colloquio riferisce di soffrire di questo disturbo fino da piccolo, e durante la seduta ipnotica ricorda che è nato in concomitanza con il fratellino minore. Paura di essere abbandonato per il nuovo arrivato, di non essere più il preferito, di perdere l’amore dei genitori. L’inconscio di Andrea si ribella, nell’unico modo che conosce. Generando un sintomo patologico: il tic. Espressione della sua paura e della sua muta disperazione.
Oltre la rassegnazione
Andrea era rassegnato alla sua disgrazia, come la definiva, ma gli spiegammo che avrebbe potuto avere un esito infausto: farlo scivolare lentamente nella depressione. Scoprimmo che il suo tic motorio semplice, peggiorava nei momenti di stress, di ansia da prestazione, durante i momenti concitati del lavoro. Abbiamo analizzato il suo senso di inadeguatezza che lo spinge al perfezionismo, a tenere tutto strettamente sotto controllo, frutto del senso di colpa.
La paura che contrae la maschera.
Il viso di Andrea, la sua maschera esterna, si contrae quando è sotto stress, quando il suo inconscio spaventato si ribella, con una smorfia fisica di dolore. La sua vergogna ed il senso di colpa, per aver odiato il fratello usurpatore dell’amore dei genitori, si è trasformato con un meccansimo di conversione da aggressività repressa a smorfia facciale. Ma nel sonno ipnotico il viso si distende e nei giorni succesivi la seduta ipnotica il tic compare meno.
Rivivere il passato
Nel sonno ipnotico Andrea è stato fatto regredire all’età infantile, ha rivissuto in prima persona i momenti dolorosi della nascita del fratellino, le sue emozioni e la sua aggressività repressa. In pratica ha esorcizzato la sua rabbia, elaborandola, ed accettandola. Ad ogni seduta la suggestione postipnotica indotta era sul rilassamento dei muscoli facciali nei giorni a venire. A soli cinque mesi dall’inizio della terapia il viso di Andrea si contrae sporadicamente, solo in momenti di estrema tensione. Andrea è praticamente guarito.



