La fobia si sciolglie nel sonno
Una strana paura
Le fobie che colpiscono gli esseri umani sono davvero innumerevoli, le più strane ed incomprensibili rendono insopportabile la vita. Non vi è porta blindata, arma, guardiani, che possano difendere dalle paure incontrollate che nascono nell’Anima ed esprimono un preciso disagio. Non sono mai casuali, ma segnalano traumi sepolti nel passato. Nel caso di Irene, qualcosa si è incrinato nella prima infanzia ed ha generato la paura dei bottoni.
Ansia e vergogna
La giovane signora di cui scriviamo ha sofferto fino da piccola di paura e disgusto per i bottoni, soprattutto quelli di madreperla, che le hanno sempre procurato tremori, forti sudorazioni, conati di vomito, forti brividi e soprattutto il terrore di toccare o essere solo sfiorata da un bottone. Un disagio che visto dall’esterno sembra buffo, ma in realtà ha rovinato la vita di Irene, rendendola ansiosa ogni qualvolta deve vestirsi o svestirsi, o solo vede addosso a qualcuno a lei vicino i temuti bottoni. Questa strana paura genera vergogna, il timore di essere derisa e considerata folle.
Immergersi nel sonno
Irene è stata trattata con la terapia comportamentista per le fobie, una esposizione graduale e controllata allo stimolo pauroso, che ha dato buoni risultati in un tempo relativamente breve. La presenza rassicurante del terapeuta e le sue spiegazioni razionali sbloccarono Irene dalla paura. Ma non avendo rimosso la causa profonda, sospesa il trattamento e passati due anni si è ripresentata più forte di prima.
L’immersione nell’inconscio
Irene triste e scoraggiata si è chiusa sempre di più in se stessa, rischiando la depressione. Fortunatamente una sua amica che con l’ipnosi aveva risolto una colite spastica refrattaria ad ogni cura, l’ ha ben consigliata. Inizialmente faceva molta fatica a lasciarsi andare al sonno, temeva di perdere il controllo, ma velocemente ha imparato a rilassarsi e a scendere nell’inconscio. Dove ha potuto rivivere un trauma laggiù nascosto e dimenticato, il soffocamento dovuto all’ingestione di un bottone nell’età infantile. Presa confidenza con questa pratica naturale e assolutamente priva di rischi, Irene ha desensibilizzato la sua fobia vivendo realistiche esposizioni ai bottoni nel sonno. La fobia è scomparsa e ora Irene sta perfettamente bene e ricorda il passato come un sogno buffo.
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Guarire dormendo
Il messaggio dall’inconscio
Ogni qualvolta compare una malattia deve essere interpretata come un messagio preciso dell’inconscio, della parte più profonda della mente, dove vivono le pulsioni, gli istinti e da cui scaturiscono le emozioni ed i sentimenti. Il disagio dell’anima si manifesta incarnandosi nel corpo. Con precisi segni, i sintomi, che la medicina ufficiale cura senza accertarsi del loro messaggio simbolico. Senza chiedersi perchè siano comparsi in quel distretto corporeo ed in quel momento della vita.
Il linguaggio dell’anima
L’anima o psychè degli antichi, che oggi chiamiamo inconscio, non si esprime con pensieri compiuti, riservati all’Io, parte cosciente della mente. L’anima parla con le emozioni e quando queste non vengono ascoltate, generano una soffrenza che si incarna nel fisico, producendo la malattia. I sintomi della malattia sono il linguaggio dell’inconscio, sono la voce inascoltata dell’anima che si ribella alla sofferenza.
I traumi del profondo
Le ferite affettive, i traumi dell’infanzia, la paura di essere abbandonati, di perdere l’amore dei genitori, o le soffernze della maturità, amori finiti, grandi delusioni, un lavoro frustrante, le paure esistenziali, della solitudine, della povertà, si esprimono con il dolore fisico. Con i sintomi del male, di cui si deve capire il significato e integrarne il messagio nella vita. Scoprire cosa l’anima desidera, cosa le manca, per quale motivo soffre a lungo sommessamente e poi esplode nella malattia. Leggendo il messaggio simbolico del sintomo si accede alla volontà dell’anima.
Il sonno che cura
L’ipnosi, dal greco ipnos, sonno, è uno stato naturale di sprofondamento nell’inconscio, nella dimensione profonda dell’anima. Un sonno guidato dal terapeuta, o anche da se stessi, per superare le barriere della coscienza e dialogare con l’anima. Una terapia naturale, rapida ed estremamente efficace per guarire dai mali del corpo e da quelli della psiche, sempre strettamente connessi. Scoprire i motivi della manifestazione patologica, riportare alla luce ciò che produce dolore e paura e quindi è stato rimosso, per liberarsene per sempre. Curare con le suggestioni postipnotiche, che nello stato di sonno vengono assorbite rapidamente dall’inconscio e generano la guarigione. L’ipnosi ci chiarisce il perchè del messaggio della malattia, ci permette di capire come integrare la mancanza sofferta dall’anima e di curarne i sintomi. Diretta al cuore del problema, senza pericolo.
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Bassa pressione energetica
Poca energia vitale in circolo
Molte persone si avvicinano all’ipnosi, al training autogeno e alle altre tecniche di rilassamento profondo perchè la loro esistenza è turbata dall’ansia, dal disturbo da attacco di panico, da sbalzi del tono dell’umore. In realtà questi sono gli esiti ultimi di un malessere profondo, che è caratterizzato da un basso livello energetico. Come pile che consumano e non ricaricano mai. Sono depressi.
Un quadro triste e cupo
L’energia vitale dei depressi è ridotta, non permette loro un’esistenza normale, più che vivere, sopravvivono tristemente al vuoto interiore. Soffrono di patologie autoimmuni, il sistema immunitario si ribella e distrugge le proprie difese. Sono stanchi cronicamente, hanno dolori diffusi, viene loro diagnosticata la misteriosa fibromialgia. Dormono poco e male e la voglia di vivere lentamente scompare.
Un rigido controllo
I depressi non lasciano andare il passato, ne sono mortalmente attratti, non riescono ad elaborare i traumi affettivi, i lutti, l’abbandono. Si sentono traditi e abusati, traumatizzati e frustrati. La paura di essere ancora respinti li porta al controllo compulsivo di tutto. E questo consuma troppa energia, così fuggono nell’Ombra, abbandonando una vita insopportabile. Non si assumo più responsabilità e compiti, la colpa della loro abulia è sempre degli altri.
La depressione al maschile ed al femminile
Negli uomini spesso la depressione è silente, mascherata da iperattivismo nel lavoro, nel sesso, nello sport, una compensazione maniacale, che può essere seguita da periodi di vuoto e sofferenza. Un intoppo nella carriera, una delusione amorosa, un insuccesso qualunque, scagliano nel buio dell’anima. Le donne invece tengono tutto dentro, da sempre sono abituate a soffrire in silenzio, sono meno colpite dagli sbalzi della polarità.
Il principio di individuazione
La via di uscita dalla depressione è trovare se stessi, ovvere capire la propria missione esistenziale. Chi si è veramente e per quale motivo si è in questa vita. Il principio di individuazione è la scoperta del Sè. Accordare la mente e l’anima, accendere la parte divina. E la Via passa dall’immersione nella dimensione profonda dell’inconscio. L’Opera al Nero, o Nigredo, degli antichi alchimisti. Scendere nell’Ombra per accedere alla Luce, con l’ipnosi, l’autoipnosi e il training autogeno.
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La paura della paura
La qualità della vita
Torniamo agli attacchi di panico. La prima volta si presentano con sintomi neurovegetativi che somigliano ad un infarto, con dispenea che parrebbe un attacco d’asma, con la perdita del controllo delle funzioni cognitive. Confusione, angoscia, terrore, ma soprattutto senso di morte imminente. E’ un evento altamente traumatico, le cui cause vanno ricercate nella profondità dell’inconscio. Un segnale forte di disagio profondo, che altera in modo devastante la vita delle persone colpite.
L’attesa della paura
Poi il primo episodio si conclude da solo, dopo lunghi minuti di terrore. Ma comincia l’attesa snervante del possibile ripetersi del disturbo. E’ la paura che la paura torni a farsi sentire, che determina lo scadimento della qualità dell’esistenza. La cosiddetta ansia anticipatoria, imprigiona chi ha vissuto il primo episodio di panico nella tremenda attesa del secondo. La paura della follia o della morte attanagliano senza scampo, scaraventando nell’inferno della paura.
In compagnia dell’Ombra
Lo spalancamento violento della parte oscura dell’inconscio incombe come una scure su chi attende il secondo attacco di panico. Ed è l’attesa paurosa della paura che scatena il ritorno del terrore. Non si esce più soli, non si guida più, non si prendono mezzi pubblici affollati, si temono i luoghi troppo aperti, o quelli angusti. La vita diviene un inferno. La paura della paura rovina ogni cosa. Lavoro, affettività, relazioni sociali, divertimenti. Isolando in un mondo di ombre terrificanti.
La fuga dalla paura
Si mettono in atto comportamenti di evitamento, tutto ruota sulla fuga dalla paura. Le case si riempiono di inutili psicofarmaci, le persone divengono schiave della presenza altrui, si vive in base al disturbo. Si cura il sintomo, che sottende un disagio profondo, spesso non scoperto e a volte nemmeno cercato. Depressione maggiore, depressione reattiva, sindrome ansioso depressiva, dovute a traumi dell’affettività nell’infanzia, soprattutto deprivazione affettiva.
La luce dall’Ombra
Nell’inconscio la risposta al perchè di una chiamata così dolorosa, la vera ragione dll’esplosione panica. La liberazione dei contenuti inconsci nascosti nell’Ombra e la loro integrazione con l’opposta polarità luminosa, liberano dalla paura della paura. Aprire il colloquio con l’Anima, scendendo nella dimensione profonda col sonno ipnotico. Colmare il bisogno d’amore, integrare Eros con Thanatos, la vita con la morte, vince il terrore di morire, che in realtà è quello di vivere.



